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Il Piccolo, 24 luglio 2017

25 Luglio 2017 Nessun commento

Risultati fasi semifinali categorie 2abc- 22 luglio m2017, 56° Concorso Seghizzi

25 Luglio 2017 Nessun commento
56° Concorso internazionale di canto corale Seghizzi
sabato 22 luglio 2017 semifinali categorie 2abc
Sabato 22 luglio 2017,categoria 2a
Chamber Choir Sophia (Kiev, Ucraina) 1
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova) 2
Loboc Children’s Choir (Bohol, Filippine) 3
APZ Tone Tomši? (Lubiana, Riga) 4
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia) 5
Youth Mixed Choir J. Marinkonvic (Zrenjanin, Serbia) 6
Artos Choir (Lviv, Ucraina)
Coro Polifonico S. Croce (Sorso, Italia)
Sabato 22 luglio 2017,  categoria 2b
Loboc Children’s Choir (Bohol, Filippine) 1
Wytwornia Jazz Choir (Lodz, Polonia) 2
Sabato 22 luglio 2017, categoria 2c
Coro da Camera Hebel (Saronno, Italia) 1
Loboc Children’s Choir (Bohol, Filippine) 2
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova) 3
Wytwornia Jazz Choir (Lodz, Polonia) 4
Youth Mixed Choir J. Marinkonvic (Zrenjanin, Serbia) 5

Riasultati fasi semifinali categorie 1abcd – 56° Concorso Seghizzi, 21 luglio 2017

25 Luglio 2017 Nessun commento
56° Concorso internazionale di canto corale Seghizzi
venerdì 21 luglio 2017 
Fasi semifinali – Categorie 1a, 1b, 1c, 1d
Venerdì 21 luglio 2017, ore 15.00 – categoria 1a
The Gemma Singers (Budapest, Ungheria) 1
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia) 2
Artos Choir (Lviv, Ucraina) 3
Venerdì 21 luglio 2017, ore 15.45 – categoria 1b
Artos Choir (Lviv, Ucraina) 1
Venerdì 21 luglio 2017, ore 16.00 – categoria 1c
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia) 1
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova) 2
Artos Choir (Lviv, Ucraina) 3
Venerdì 21 luglio 2017, ore 17.15 – categoria 1d
Chamber Choir Sophia (Kiev, Ucraina) 1
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova) 2
Loboc Chilndren’s Choir (Bohol, Filippine) 3
The Gemma Singers (Budapest, Ungheria) 4
APZ Tone Tomši? (Lubiana, Slovenia) 5
Coro Polifonico S. Croce (Sorso, Italia) 6
Youth Mixed Choir J. Marinkonvic (Zrenjanin, Serbia) 7
Artos Choir (Lviv, Ucraina) 8

Fasi finali del 56° Concorso Seghizzi, domenica 23 luglio 2017 – Risultati

24 Luglio 2017 Nessun commento
Domenica 23 luglio 2017 fasi finali del 56° Concorso Seghizzi
Gorizia, Teatro Verdi
23 luglio 2017 Categoria 1a
The Gemma Singers (Budapest, Ungheria) 1
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia) 2
23 luglio 2017 Categoria 1c
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia) 1
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova) 2
23 luglio 2017 Categoria 1d
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova) 1
Chamber Choir Sophia (Kiev, Ucraina) 2
The Gemma Singers (Budapest, Ungheria) 3
Loboc Chilndren’s Choir (Bohol, Filippine) 4
CATEGORIE UNIFICATE 1abcd
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova) 1
Chamber Choir Sophia (Kiev, Ucraina) 2
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia) 3
The Gemma Singers (Budapest, Ungheria) 4
Loboc Chilndren’s Choir (Bohol, Filippine) 5
23 luglio 2017 Categoria 2a
Chamber Choir Sophia (Kiev, Ucraina) 1
Loboc Children’s Choir (Bohol, Filippine) 2
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova) 3
APZ Tone Tomši? (Lubiana, Slovenia) 4
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia) 5
Sabato 22 luglio 2017,  categoria 2b
Loboc Children’s Choir (Bohol, Filippine) 1
Sabato 22 luglio 2017, categoria 2c
Coro da Camera Hebel (Saronno, Italia) 1
Loboc Children’s Choir (Bohol, Filippine) 2
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova) 3
CATEGORIE II UNIFICATE (2abc)
Loboc Children’s Choir (Bohol, Filippine) 1
Chamber Choir Sophia (Kiev, Ucraina) 2
Coro da Camera Hebel (Saronno, Italia) 3
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova) 4
APZ Tone Tomši? (Lubiana, Slovenia) 5
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia) 6
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BlogNOTE(s), finali del 56° Concorso Seghizzi, 23 luglio 2017 – Appunti privati di viaggio musicale

24 Luglio 2017 Nessun commento

1 A

GREX VOCALIS: Ecco mormorar l’onde di Monteverdi è stato eseguito con morbidezza ed eleganza di fraseggio. Il Sanctus dalla Missa Papae Marcelli di Palestrina è stata un’ottima esecuzione con sonorità chiara, equilibrata e trasparente.

 

GEMMA SINGERS: bellissimo timbro, slancio esecutivo e brillantezza nel brano di Palestrina a doppio coro a 8 voci Surge illuminare Jerusalem. . Grandissimo equilibrio timbrico tra i due semicori, difficile da ottenere da un gruppo di soli 14 elementi. Il mottetto Inviolata a 12 voci miste di Josquin Desprez è stato praticamente eseguito a parti reali. Controllo vocale paragonabile a un ensemble professionale. Incredibile la complessità dell’intreccio contrappuntistico, reso con chiarezza adamantina ed equilibrio unico: entusiasmante!

 

1 C

YOUTH CHOIR CANTEMUS: oltre alle ormai note qualità sonore, il coro dà prova nel brano Ergebung di Hugo Wolf di padroneggiare assai bene gli insidiosi cromatismi tardoromantici di questa pregevole partitura. Il secondo, delicato brano, Give ear to my prayer di Gretchaninoff, è stato reso con dolcezza e morbidezza onirica. Qui il coro riesce a dispiegare tutto il suo range dinamico, dalla più fremente invocazione sino a un intimo ripiegarsi in pianissimo.

 

GREX VOCALIS: il primo dei 4 Salmi op.74 per baritono solista e coro, ultima composizione di Grieg, ha potuto far apprezzare un colore molto bello e compatto dell’insieme. Più convincente l’interpretazione di un classico del repertorio romantico a cappella come Richte mich Gott di Mendelssohn: suono pieno e luminoso nei fortissimo.

 

1 D

LOBOC CHILDREN’S CHOIR: il primo brano affrontato per la finale è stato Northern Lights di Gjeilo nella versione per coro femminile, trasposta un tono sopra. Esecuzione condotta con dolcezza e garbo: non facile, viste le continue tessiture sovracute in piano dei soprani. In Hosanna di Nystedt vengono apprezzate appieno le capacità tecniche veramente notevoli di questi piccoli cantori. Tutte le difficoltà ritmiche e di tessiture estreme di questo meraviglioso brano vengono brillantemente superate.

 

YOUTH CHOIR CANTEMUS: L’Ave Regina di Ko Matsushita è un brano ritmicamente complesso e virtuosistico, data la velocità d’esecuzione. Il coro moldavo ne ha fornito un’interpretazione assolutamente brillante. Il 2° stupefacente brano di Igor Iachimciuc per l’inedito organico di doppio coro a 16 voci pari (!) ha lasciato tutti a bocca aperta, per l’incredibile maestria e scioltezza del gruppo nell’affrontare e risolvere i più ardui problemi vocali, ritmici e d’intonazione, il tutto pure impreziosito da una efficace coreografia.

 

CHAMBER CHOIR SOPHIA: magnifica esecuzione del celebre Water Night di Eric Whitacre, con una sonorità piena di sommessa passione. Equilibri perfetti anche negli accordi-cluster sino a 14 voci. La scelta del secondo brano è ricaduta su Stars di Esenvalds, e forse è mancato un po’ uno stacco stilistico e di carattere rispetto al brano precedente. Il brano in sé e la sua esecuzione è stato comunque spettacolare, con il magico espediente dell’etereo suono dell’armonica a bicchieri a formare un pedale multiplo per tutta la durata del brano: esecuzione altrettanto magica e perfetta.

 

GEMMA SINGERS: Dopo il delicato pezzo di Walton, ha soprattutto colpito la perfetta esecuzione del Gloria dalla Missa Lux et Origo dell’ungherese Levente Gyongyosi, uno dei più interessanti compositori di musica corale d’oggi. La partitura a 5 voci miste alterna sapientemente frammenti monodici di gregoriano a elaborazioni polifoniche sorprendenti per l’originalità ritmica e armonica, davvero non comuni.

 

 2 A

LOBOC CHILDREN’S CHOIR: esordiscono con un brano ritmicamente incatenanteche lascia largo spazio a emissioni vocali non canoniche, con grida e percussioni di tamburello come contorno. Più tradizionale (e un po’ anonimo) il 2° brano.

 

YOUTH CHOIR CANTEMUS: Ha soprattutto colpito il 2° brano, molto articolato e composto da sezioni caratterialmente molto contrastanti, con la presenza di vari assoli, duetti e passi di danza.

 

GREX VOCALIS: in bilico tra dolce malinconia ed estroversione il programma presentato dal gruppo di Oslo. Un po’ calata l’intonazione per il 1° brano. Decisamente riuscita l’esecuzione del 2° pezzo, Finaste Jenta: pregevole e godibile già il brano in sé.

 

APZ TONE TOMSIC: Molto morbida e curata l’esecuzione del 1° brano, dal carattere calmo e meditativo. Molto interessante il 2° brano Visoki Rej di L. Lebic e il suo tempo di polka che incrementa gradualmente in modo vorticoso, passando attraverso varie tonalità. Esecuzione brillante e piena di brio.

 

SOPHIA CHAMBER CHOIR: Suggestivo il 1° brano basato su una melodia affidata a un soprano solista con suoni-pedale prolunganti in eco le note toccate dalla linea melodica. Più complesso il 2° brano, che articola lente sezioni accordali a 8 voci ad altre più marcatamente ritmiche, a 5-6 voci.

 

2 B

LOBOC CHILDREN’S CHOIR: Assai originale arrangiamento a cappella dello spiritual Good News, reso con spirito e vocalità appropriata. L’ultimo brano non fa che confermare la particolare bontà nella resa di questo repertorio da parte di questi giovani fanciulli.

 

2 C

CORO HEBEL: fornisce un’esecuzione estremamente suadente e ipnotica di Fix you dei Coldplay. Sorprendente il tocco latino-americano conferito al ritornello de Nel blu dipinto di blu. Riconfermati gli eccellenti equilibri e fusione di questo notevole gruppo, oltre alla bontà e funzionalità degli arrangiamenti del direttore.

 

CANTEMUS: si è forse sentita la mancanza di una vocalità realmente pop nell’esecuzione di Bohemian Rhapsody dei Queen. Goodbye my lovearrangiato a 5 voci in stile close-harmonycon dinamiche in pianissimo estremoha invece sortito un effetto più originale e suadente.

 

LOBOC CHILDREN’S CHOIR: suono pulito e in stile pop con belle coreografie nel brano “Wake me up”. Concludono il programma con un’espressiva e malinconica versione corale con testo della celeberrima “Gabriel’s Oboe” di Ennio Morricone. Brillantemente superati anche gli ostacoli dell’emissione dei sovracuti con dinamica piano: gradevole esecuzione!

Trofeo di composizione Seghizzi 2017

24 Luglio 2017 Nessun commento

Il Trofeo di composizione Seghizzi 2017
è stato assegnato a Ramiro Real
per “Vivamus atque amemus”
eseguito dal Chamber Choir Sophia (Kiev, Ucraina).

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29° GRAND PRIX SEGHIZZI 2017 – RISULTATI

24 Luglio 2017 Nessun commento

I risultati del 29° Grand Prix Seghizzi – Gorizia, 23 luglio 2017

Chamber Choir Sophia (Kiev, Ucraina)
Coppa della Regione Friuli Venezia Giulia
e Premio di Euro 3000
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova)
Coppa del Comune di Gorizia
e Premio di Euro 2000 
The Gemma Singers (Budapest, Ungheria)
Medaglia del Prefetto di Gorizia
e Premio di Euro 1000
Loboc Children’s Choir (Bohol, Filippine)
Coro da Camera Hebel (Saronno, Italia)
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia)

Cori ammessi alla fase finale del 56° Concorso Seghizzi

23 Luglio 2017 Nessun commento
Domenica 23 luglio 2017 fasi finali
Gorizia, Teatro Verdi – Esibizione in ordine di Nazione
23 luglio 2017 Categoria 1a
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia)
The Gemma Singers (Budapest, Ungheria)
23 luglio 2017 Categoria 1c
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova)
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia)
23 luglio 2017 Categoria 1d
Loboc Chilndren’s Choir (Bohol, Filippine)
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova)
Chamber Choir Sophia (Kiev, Ucraina)
The Gemma Singers (Budapest, Ungheria)
23 luglio 2017 Categoria 2a
Loboc Children’s Choir (Bohol, Filippine)
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova)
Grex Vocalis (Oslo, Norvegia)
APZ Tone Tomši? (Lubiana, Slovenia)
Chamber Choir Sophia (Kiev, Ucraina)
Sabato 22 luglio 2017, ore 16.30 – categoria 2b
Loboc Children’s Choir (Bohol, Filippine)
Sabato 22 luglio 2017, ore 17.30 – categoria 2c
Coro da Camera Hebel (Saronno, Italia)
Cantemus Youth Choir (Chisinau, Moldova)
Loboc Children’s Choir (Bohol, Filippine)
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Blog NOTE(s) – Semifinali categorie 2abc e cat. 3 – Appunti privati di viaggio musicale

23 Luglio 2017 Nessun commento

2 A

LOBOC CHILDREN’S CHOIR: il coro filippino presenta una efficace selezione del folklore della propria terra, cominciando con il coinvolgente ritmo tribale di Chua-ay, proseguendo con il più tonale Manang Biday (specie di valzer con pianoforte), per finire con “Pin pin de Sarapin”, veloce brano a 3 voci basato su stretti canoni all’unisono. Frizzanti e precise le esecuzioni dei giovanissimi cantori.

 

YOUTH MIXED CHOIR MARINKOVIC: l’esecuzione del coro giovanile serbo mette in evidenza già dal primo brano la particolarità dei ritmi asimmetrici, così caratteristici del folklore dell’Est. Molto gradevole la danza istriana eseguita come 2° brano. L’ultimo brano consta di una specie di polka, inizialmente lentissima, poi via via più veloce, sino alla  perentoria conclusione. Nel complesso una esecuzione più convincente, rispetto alla categoria polifonia del giorno precedente.

 

CORO POLIFONICO S. CROCE: programma gradevole, che mette in evidenza la particolarità, all’interno del panorama nazionale, del folklore sardo. Le 3 Danze sarde arrangiate nel 1971 da don Antonio Sanna (recentemente scomparso), costituiscono da questo punto di vista un trittico che nel tempo è stato accolto con molto favore anche da altri cori sardi. Nonostante qualche imprecisione ritmica e d’intonazione, l’esecuzione nel complesso è risultata di un certo interesse, soprattutto l’ultimo brano arrangiato dal musicista sardo Ennio Porrino, cui è dedicato il Conservatorio di Sassari, terra di provenienza del coro in questione. Caratteristica l’emissione volutamente “aperta” delle voci femminili.

 

YOUTH CHOIR CANTEMUS: sono risultate interessanti le coreografie del 1° brano. Il coro in questa categoria punta sull’efficacia per mezzo della brevità e concisione, naturalmente unita a un’esecuzione tecnicamente perfetta.

 

GREX VOCALIS: i tre brani e la loro partecipata esecuzione non potevano non evocare un’atmosfera più norvegese di questa, davvero richiamante omonime atmosfere presenti nelle composizioni di Grieg. Chiudendo gli occhi, immaginiamo le mezze luci nordiche e il tepore del focolare domestico. L’ultimo delizioso brano è stato arrangiato da Knut Nystedt: dovuto e gradito omaggio a uno dei più importanti compositori norvegesi del ‘900, recentemente scomparso.

 

CHAMBER CHOIR SOPHIA: il gruppo ha presentato una triade di brani arrangiati da Euhen Stankovich. Molto alta la complessità, varietà e qualità di questi arrangiamenti e la loro relativa esecuzione. I passaggi omoritmici in dinamica forte valorizzano la meravigliosa timbrica di questo coro, specialmente (ma non solo) la sezione delle voci gravi maschili.

 

APZ TONE TOMSIC: accanto a un’esecuzione tecnicamente perfetta, è parso particolarmente indovinato ed eseguito con grande espressione, il 2° brano arrangiato da Ambroz Copi. Di tutt’altro genere l’ultimo brano dalla spensierata e popolaresca atmosfera, ulteriormente amplificata dalla presenza di una fisarmonica, una tuba, e tre coppie di danzatori.

 

2 B

WYTWORNIA JAZZ CHOIR: coro dalla timbrica omogenea ed emissione piuttosto naturale senza vibrato. Interessante il 1° brano, una specie di parafrasi con pianoforte di due celebri spiritual quali Swing low sweet chariot e When the Saints go marchin’ in . Il 2° brano è ancora un arrangiamento di Swing low, questa volta a 6 voci, cantato in passato dai King’s Singers. Buona ma non trascendentale l’esecuzione di Elijah Rock, nell’arrangiamento di Jester Hairston, col caratteristico ostinato nei bassi.

 

LOBOC CHILDREN’S CHOIR: Bellissima la morbidezza di suono nei piano e, per contro, la ricchezza di armonici di questi bambini nei passaggi in forte, padroneggiando pure benissimo armonie che presentano, come il 1° brano, divisioni sino a 6 voci. I passaggi in sovracuto sono brillanti e non forzati, resi con eccellente sicurezza ritmica. Interessante il 2° brano, dove Swing low sweet chariot è arrangiato in maniera molto originale, con canoni all’unisono a 3 voci e sagaci modulazioni. Deliziosa la coreografia escogitata per l’ultimo brano in programma con pianoforte. Ci sentiamo fortunati nell’aver assistito a uno spettacolo così bello!

 

2 C

YOUTH MIXED CHOIR MARINKOVIC: grazioso il 1° arrangiamento con soprano solista di un classico dei Beatles come In my life, sebbene non sempre l’equilibrio delle voci sia ottimale. Scanzonato e accattivante l’arrangiamento di “All about that bass”, dove le voci erano sostenute da contrabbasso e pianoforte. Buona scioltezza ritmica dimostrata anche nell’ultimo brano “Uptown Funk”, con pianoforte, chitarra e batteria.

 

WYTWORNIA JAZZ CHOIR: buona l’esecuzione di un classico del Real Group come Chili con carne, sebbene avrebbero potuto maggiormente essere enfatizzate le dinamiche in alcuni punti culminanti, mentre i sincopati dei bassi della 1ª parte spesso cadevano sul tempo. In generale il tipo di vocalità sembra comunque più centrata in questo repertorio, rispetto alla categoria spiritual. Molto morbida ed espressiva l’esecuzione di “Run to you” dei Pentatonix. Assai gradevole l’esecuzione finale di Moon River in un arrangiamento con pianoforte che forniva un suggestivo “walking bass”.

 

YOUTH CHOIR CANTEMUS: i giovani coristi moldavi esordiscono in questa categoria con una cesellata esecuzione del raffinatissimo arrangiamento di “I’ll be home for Christmas” di Walter Kent. Se possibile ancora più impressionante la facilità di esecuzione del complesso arrangiamento a 8 voci miste de La cucaracha, opera dell’ex direttore musicale degli Swingle Singers Jonathan Rathbone. Il climax emotivo è comunque raggiunto dall’ancora più complesso arrangiamento di Rolf Lovland della famosa canzone “You raise me up”, curiosamente (troppo?) simile al celebre canto popolare irlandese “Londonderry air”.

 

CORO HEBEL: il Coro Hebel di Saronno ha offerto davvero una grande prova nella categoria pop-jazz.

È sapientemente diretto dall’istrionico Alessandro Cadario, poliedrico musicista e direttore d’orchestra di prim’ordine, autore anche di tutti gli efficaci arrangiamenti cantati dal gruppo. Incredibile l’energia trasmessa da queste giovani ragazze e dal loro direttore, già a partire dal 1° brano, “Rolling in the deep”. Meravigliosamente eseguito anche il 2° arrangiamento di “Hide and seek”, con grande compattezza, fusione di voci e intonazione. Ciliegina sulla torta di una prestazione maiuscola: l’ipnotizzante e irresistibile “Single ladies”.

 

LOBOC CHILDREN’S CHOIR: nonostante la bravura di questi piccoli cantori filippini e l’aggiunta di passi di danza, inizialmente non convince sino in fondo l’adattamento a voci pari di Chili con carne, soprattutto per la mancanza della linea del basso, che la rende vuota. Più felice e centrata è parsa la scelta e l’esecuzione del Beatles evergreen “Penny lane”. Delicata ed espressiva la resa di “Over the rainbow”, in un arrangiamento per coro a voci pari e pianoforte.

 

3

YOUTH CHOIR CANTEMUS: Armstrong: Iam ver egelidos tepores. Un’interpretazione sospesa, incantata, assai ben giocata sulle dinamiche.  Ramiro Real: Vivamus atque amemus: interpretazione molto incisiva e convincente di questo brano ritmico in forma ternaria.  Bernardino Zanetti: Cantate Domino: brano per coro femminile a 4 voci che alterna veloci sezioni in imitazione stretta ad altre più sognanti e riflessive. Anche in questo caso il coro moldavo fornisce un’esecuzione di prim’ordine.

 

CHAMBER CHOIR SOPHIA: Matteo Magistrali: Tristis est anima mea: splendida esecuzione di uno splendido brano: grande bellezza di suono e soprattutto grande intensità emotiva. Armstrong: Iam ver egelidos tepores. Impressionante la profondità di suono e i magici colori di questo grandissimo coro. L’esecuzione in questione induce a fare una riflessione su quanto sia importante la qualità e la preparazione di un coro, affinché si possa realmente rendere piena giustizia al lavoro dei compositori! Un’esecuzione mediocre può infatti a volte condannare al perenne oblio un brano che invece meriterebbe di essere conosciuto e studiato da cori di livello.

 

CORO HEBEL: Bernardino Zanetti: Cantate Domino: esecuzione di grande carattere che conferma la statura del gruppo anche in un repertorio diverso dal pop-jazz.

 

LOBOC CHILDREN’S CHOIR: Bernardino Zanetti: Cantate Domino: stacco di tempo assai allegro, qualche piccolo problema sul bilanciamento dei lunghi accordi tenuti e qua e là imprecisioni di intonazione.

 

CORO POLIFONICO S. CROCE: Gabriele Sara: Invocazione a Venere. Buona esecuzione complessiva di questo meditativo pezzo, quasi costantemente ancorato a un’unica tonalità. Bene la tenuta d’intonazione, mai facile in un pezzo lento.

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Blog NOTE(s) – Semifinali categorie 1abcd – Appunti privati di viaggio musicale

23 Luglio 2017 Nessun commento

1 A

GREX VOCALIS: buona interpretazione e trasparenza di suono nel Kyrie della Missa Papae Marcelli di Palestrina. Buon slancio esecutivo invece in Monteverdi.

THE GEMMA SINGERS: gruppo misto di 14 cantori. Il direttore è conglobato nella formazione. Molto interessante l’esecuzione del Pater noster di Gallus a 8 voci. Il gruppo possiede grande pulizia di suono, ottimo bilanciamento e intonazione, morbidezza ed espressività. Apprezzabili tutte le esecuzioni a memoria. Bello anche lo slancio nell’esecuzione dell’ultimo brano a 6 voci di Lasso.

1 B

ARTOS CHOIR: Unico coro iscritto a questa categoria. Rispetto al timido esordio iniziale nel Rinascimento, il gruppo sembra qui sentirsi maggiormente a proprio agio nell’interpretazione di autori della propria terra.

1 C

YOUTH CHOIR CANTEMUS: Straordinario coro giovanile a voci pari dall’incredibile pulizia e trasparenza di suono. Magnifico il controllo delle dinamiche in pianissimo estremo, con un suono magico e irreale. Tale colore è usato anche in apertura dell’Ave Maria di Holst a doppio coro, come se il suono sorgesse letteralmente dal puro silenzio. Anche la disciplinatissima disposizione lascia trasparire l’eccezionale concentrazione ed equilibrio mentale di questi giovanissimi cantori. Efficacissimo il gesto del direttore. Tutte le esecuzioni sono avvenute a memoria.

 

GREX VOCALIS: Bellissima esecuzione del brano di  Mendelssohn tratto dall’oratorio Elijah. Qui il coro dimostra di sentirsi perfettamente a proprio agio col repertorio romantico. Bellezza di suono ed espressività evidenti. Particolare la scelta di repertorio dell’ultimo brano: “Blegnet, segnet!” del conterraneo Grieg. Brano a doppio coro (femminile contrapposto a maschile) non frequentemente eseguito. Qui molto bello il colore del coro soprattutto nei fortissimo.

1 D

THE GEMMA SINGERS: Molto bella e sicura l’esecuzione di Ave Maris Stella di T. Kverno. Brillantemente superato anche lo scoglio tecnico dell’accordo iniziale della ripresa di Northern Lights di Gjeilo, non facile per l’intonazione: un’esecuzione nel complesso trasparente, espressiva e pulita. In una parola: perfetta. Infine: originale proposta di repertorio con il Gloria della Messa di Vaughan Williams per 4 soli e doppio coro. Davvero un grande gruppo.

 

CANTEMUS: Pienamente confermate le eccezionali qualità tecnico-espressive di questo gruppo. In particolare l’esecuzione dell’ultimo brano di Albert Alcaraz ha lasciato tutti a bocca aperta per le particolari sonorità e per la realizzazione scenica dello stesso.

CORO POLIFONICO S. CROCE: il gruppo sardo ha dimostrato una più che soddisfacente sicurezza tecnica in impegnativi brani di Barber, Lauridsen e Orban; buona vocalità complessiva, ed esecuzioni di carattere: su tutte, ha colpito quella di Daemon irrepit Callidus dell’ungherese Orban.

LOBOC CHILDREN’S CHOIR: coro filippino di voci bianche di livello molto buono, con notevole pulizia di suono e bontà d’emissione nei sovracuti. Convincente soprattutto l’interpretazione di Mundi Renovatio di Orban.

CHAMBER CHOIR SOPHIA: Coro misto dalla timbrica molto interessante, capace di grande espressività. Intonazione ed equilibri davvero eccellenti. Bellissima interpretazione del celebre O magnum mysterium di Lauridsen. Se possibile ancor più perfetta ed emozionante l’esecuzione del magnifico “Only sleep” di Esenvalds, dove è pure degna di nota la prova offerta da una superba e cristallina voce di soprano solista.    Capolavoro assoluto è parsa l’esecuzione dello splendido mottetto O salutaris del lituano Vytautas Miškinis. Riuscito e originale l’esperimento di ricreare la spazialità di un suono tridimensionale e avvolgente mediante il movimento della sezione femminile intersecante quella maschile (quest’ultima invece volutamente monolitica e statica) durante gli ostinati aleatori della parte centrale.

APZ TONE TOMSIC: Il coro sloveno ha presentato un repertorio prevalentemente incentrato su due delle maggiori compositrici slovene d’oggi: le giovani Nana Forte e Tadeja Vulc. Il coro conferma l’ elevatissimo tasso tecnico e si dimostra particolarmente a proprio agio con le complesse strutture, armonie e clusters, resi con grande sicurezza e senza sforzo alcuno. Ulteriore valore aggiunto la scioltezza nella resa dei complessi movimenti e azioni sceniche richieste dal brano di Tadeja Vulc.

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